Thom Yorke è un artista che sorprende sempre.
Oggi è in uscita Amok, l’album del suo nuovo gruppo Atoms For Peace.
Progetto in linea con il manifesto artistico di Thom che ha presentato il disco con Nigle Godrich a Londra nel primo dei 4 dj set in programma.
Hanno annunciato i primi 3 festival in Europa: arriveranno anche in Italia?
Toylet Mag era presente anche all’ultima data del tour italiano 2012 dei Radiohead a Codroipo (UD).
Dopo aver visto Firenze e avervi già detto come la pensiamo su di loro nell’articolo L’importanza di essere Radiohead
Non potevamo proprio mancare, perchè in fondo c’è lo sentivamo che sarebbe stato un concerto speciale, quasi a chiudere un cerchio con le tre date precedenti Roma, Firenze e Bologna. Avevamo aspettato con molta pazienza questi appuntamenti sul suolo italico dopo il rinvio di luglio, così ci siamo armati di penna e gadget elettronici per potervi raccontare al meglio il live di Thom Yorke e soci.
La pioggia era il nemico numero uno del concerto di Codroipo, eppure dopo un breve acquazzone tra l’apertura di Caribou e l’ingresso in scena dei Radiohead, il cielo ci ha regalato una cornice limpida e stellata per la suggestiva Villa Manin.
Un boato. I bassi deflagranti si fanno sentire e s’inizia con Lotus Flower a cui inaspettatemente succede la splendida Airbag. Yorke è molto più loquace del solito, ammicca, sorride alle prime file e parlotta qualche parola in italiano.
Ai concerti dei Radiohead non si canta, si Ascolta. E la cosa incredibile è che 20.000 persone ascoltano insieme e in religioso silenzio fino all’ultima nota ogni brano. Commovente è stato osservare con quanta premura, sui pezzi più onirici e acustici, ci si zittiva a vicenda per ascoltare meglio.
Certo non è valso sempre, a smentirmi ci hanno pensato National Anthem, Paranoid Android e l’inaspettata Street Spirit.
A chiudere un live preciso ed energico, senza sbavature e visibilmente “sentito” (sia sopra che sotto il palco), arriva la bandiera del Tibet e la coppia Everything In It’s Right Place – Idioteque, anticipate da un’accenno piano e voce di Small Axe di Bob Marley.
Probabilmente il mglior concerto di questa tournée italiana per intensità e scaletta. Il cerchio è chiuso.
Stefano Di Mario
23 Settembre: arriviamo a Firenze dopo 2 ore di macchina fra tornanti e discese a non finire. Un caldo insopportabilmente afoso ci accoglie ma non ci facciamo nemmeno troppo caso, per questo concerto-attesa durato quasi un anno. Ero a Barcellona a novembre dell’anno scorso, quando ho comprato i biglietti per la data di Firenze, anche se avrei voluto prendere quelli per Bologna, che magicamente solo dopo un’ora dalla prevendita erano esauriti. Poi dopo aver saputo che il concerto di Bologna, da Piazza Maggiore l’avrebbero spostato al Parco Nord, ho pensato di aver fatto la scelta giusta. Non ero mai stata al Parco delle Cascine prima di ieri sera ma non appena ho messo piede li dentro, mi sono sentita avvolta in una bolla di sapone, soffice ed accogliente. Mentre l’adrenalina pre concerto stava salendo ci ha pensato bene Caribou a scaldarci, artista elettro-dance canadese, e come ho già ripetuto anche ieri: “ I Radiohead non potevano scegliere supporter migliore”. L’attesa è finita alle ore 21 e 30 quando il gruppo è salito sul palco. Da quel momento in poi sono rimasta ipnotizzata da Thom, dal gruppo, e da tutte quelle luci e schermi allestiti magistralmente sul palco. Non so quanti fossimo, c’è chi dice 30.000 persone, altri 37.000, resta il fatto che eravamo tutti lì, ad aspettarli, e non dimenticherò mai quando abbiamo cantato e urlato armonosiamente all’unisono “For a minute there .. I lost myself”, ed è proprio quello che è successo ieri sera.
Bloom
There There
15 Step
Weird Fishes/Arpeggi
Kid A
Staircase
Magpie
The Gloaming
Separator
You And Whose Army
Nude
Identikit
Lotus Flower
Karma Police
Feral
Idioteque
Airbag
How To Disappear Completely
Daily Mail
Bodysnatchers
Planet Telex
Give Up The Ghost
Reckoner
Everything In Its Right Place
Cristina Valentini
Emergere musicalmente, si sa, non è compito facile, specialmente oggi. Ancora più difficile per una band o un artista, dopo un’infinita gavetta di tour, produzioni, uffici stampa e quant’altro, è tenersi sulla cresta dell’onda mantenendo intatto e rinforzando il proprio stile o cambiandolo senza ancora essere ampiamente affermati. Il vero atto di coraggio, però, sta nel cambiare radicalmente il proprio sound quando ormai si è Star a livello mondiale, tra un enorme pubblico con le proprie aspettative e il fiato sul collo di una critica con tutti i suoi capricci; con tutte le probabilità di successo o i rischi che un salto del genere comporta. Diversi artisti hanno fatto questa scelta, ed ecco la classifica dei 10 gruppi che hanno lanciato la moneta trasformandosi del tutto e ottenendo un impatto totalmente diverso con i propri fan:
1 – Il primo posto lo meritano sicuramente gli Yeasayer da Brooklyn, freschi di studio di registrazione con il loro ultimo album Fragrant World, uscito agli inizi di agosto. Già dal loro precedente cd Odd Blood (2010) hanno dato un taglio netto allo stile con cui sono esorditi e che caratterizzava il loro primo disco All hour Cymbals (2007), passando da un eclettismo ricco di svariate sonorità, esotismi, ritmi africani e sperimentazioni a un più cauto e tradizionale synth-pop psichedelico. Eccovene un assaggio:
2 – Al secondo posto troviamo un esempio eclatante di questo fenomeno: i Depeche Mode. All’inizio degli anni ’80 erano già alla ribalta nei club inglesi con la loro dance alternativa ricca di synth e pop, ma verso la fine del decennio decidono di percorrere i territori inesplorati del rock e della new wave variando integralmente il loro stile fino a produrre due dei migliori album di tutta la loro carriera, Violator e Songs of Faith and Devotion. Questi segneranno l’acme del loro successo e anche il loro declino culminato con la rottura della formazione e le overdosi di eroina e cocaina di Dave Gahan. Uno dei brani che che hanno lasciato, però, è diventato una delle pietre miliari della storia del rock:
3 – Terzi, ma eclettici per antonomasia, si collocano i Pink Floyd. Il cambio delle loro sonorità raggiunge il culmine tra gli anni ’60 e ’70, tanto che i loro fan quasi rifiutano di credere che sia la stessa band. In particolare questa rivoluzione coincide con l’abbandono del gruppo da parte di Syd Barrett dopo il ’68 e il conseguente esordio delle doti compositive di Roger Waters, con cui iniziano a sfornare concept album che vendono milioni di copie. E la differenza è più che palpabile se ascoltiamo i brani di The Piper at the Gates of Dawn e quelli di The Dark Side of the Moon:
4 – Cambiare rotta ha giovato molto a uno dei gruppi britannici più famosi oggi in circolazione e che, per questo, si colloca al quarto posto: The Horrors. Con Primary Colours (2009) e con il loro album precedente, tagliano il cordone ombelicale con quello stile di Strange House (2007) che li rivelava soltanto come odierni imitatori dei Misfits, per darsi a un brillante shoegaze intriso di quelle venature new wave che da sempre li caratterizzano. Per chi non ha avuto la fortuna di vederli recentemente live allo Sziget Festival 2012, ecco uno dei loro brani più famosi.
5 – Anche se al quinto posto, una menzione d’onore meritano i Radiohead, sperimentatori incalliti e fautori di un salti stilistici davvero incredibili. Il più sorprendente è sicuramente quello fatto nel passaggio da OK Computer a Kid A: una band di successo mondiale conosciuta in ogni angolo del globo decide di mettere da parte composizioni elettriche e strumentali e buttarsi su generi come l’elettronica concependo e realizzando un album totalmente sperimentale; il risultato? Fan impazziti e vendite oltre ogni immaginazione. E come si fa a dargli torto?
6 – “Stile che vince non si cambia” n0n è stato esattamente il motto dei francesi M83. Agli esordi della loro carriera non hanno avuto nessuna critica particolarmente positiva tra stravaganze e escursioni rapide e poco profonde nell’ambient, ma tutto cambia nel 2008 con la pubblicazione di Saturday=Youth e il successivo Hurry Up, We’re Dreaming, che con il loro sound pop terribilmente anni ’80 scalano le classifiche portando alla ribalta Anthony Gonzalez e oscurando i primi lavori del gruppo. Ascoltare per credere!
7 – La settima posizione è riservata invece ai The Clash, gruppo che ha modificato il proprio stile quando ormai i loro primi album The Clash e ‘Em Enough Rope, erano ai vertici delle classifiche inglesi diventando già un modello per tutta la prima ondata di band punk londinesi. Ma aggiungendo visionarietà e sperimentazioni al limite dello ska e della dance, dimostrarono pubblicando London Calling e Sandinsta! che il punk e soprattutto loro potevano essere molto, molto più interessanti di così. Basta ascoltare per capire.
8 – All’ottava posizione invece un gruppo il cui cambio ha fatto molto discutere tra i fan e anche la critica non riesce a vederne un motivo preciso: i The Best Coast. Partendo da un surf rock lisergico, ricco di psichedelia e sperimentazioni strumentali di tutti i tipi di cui hanno intriso il loro album d’esordio Cray for You (2010), decidono di involversi in un folk-rock con qualche leggero risvolto pop e ricco, decisamente troppo ricco di litanie stile southern rock come si può sentire nel loro ultimo album The Only Place (2012). Che dire, si vede che ci credevano (n.d.r.).
9 – Nona posizione per Robyn: ragazzina prodigio di origine svedese esordisce all’età di sedici anni con Robyn is Here (1995) album contenente due hit che negli USA hanno raggiunto la “Top Ten” americana, Do You Know (What it Takes) e Show Me Love. Acclamata per anni per i vari “release” di Body Talk e l’album autointitolato Robyn, decide di seguire la strada della totale evoluzione come Björk e Alanis Morrissette, passando da un pop semplice e adolescenziale ad un elettropop dinamico che le ha fruttato una fama indiscussa. Piccoli fenomeni crescono.
10 – Il decimo posto se lo aggiudica Nick Cave. Si aggiudica l’ultima posizione perchè è un artista unico, che ha ispirato gruppi e musicisti internazionali e nostrani, fino a raggiungere uno stile così suo da essere difficilmente variabile, specialmente nelle “love song” o nelle ballate, che diventano il tratto peculiare del suo pianoforte. The Boatman’s Call (1997) si distacca solo lievemente dal suo predecessore Murder Ballads (1996) e la sua poesia con le sue note leggere e malinconiche sono il suo marchio di fabbrica fin dai suoi indiavolati esordi. E a noi in fondo piace proprio così.
Una classifica che ovviamente prescinde da ogni gusto personale, ma dimostra che cambiare è rischioso, si, ma è anche importante. Importante per non affossarsi e rimanere un fuoco di paglia, per non rimanere “artisti del sabato sera, sempre in bilico fra gloria e pattumiera”, tanto per citare; ma soprattutto per crescere nell’esperienza e nella creatività. Solo così si diventa veri Artisti, e tutti questi “grandi” ce lo dimostrano concretamente.
Davide Manca
Gli Atoms for Peace – il progetto di Thom Yorke, Flea, Nigel Godrich – sono pronti a pubblicare il primo singolo su etichetta Modeselektor.
Secondo EP per i romani Astrid Hotel; con How is going to end? (2012, autoprodotto) confermano la loro maturità artistica con un sound pulito, deciso, fresco di quell’energia tipica degli esordi dalla quale si schiudono i germi di uno stile proprio e ricercato. Sei tracce per una perfetta mescolanza tra un postrock smorzato e ammorbidito e un pop contaminato da lisergia, ma in cui non mancano inserti “duri” e richiami ad altri generi tra cui blues e ripetizioni molto industrial. Tra chitarre acustiche livellate da mug e sinth che esplodono in overdive armonicamente distorti, richiami a Verdena, ai Radiohead di The Bends e intro alla Port Royal, la voce carezzevole e avvolgente dà pennellate velate di malinconia, intrise di poesia e profondità a questo brillante affresco sonoro a tinte fosche. “Come andra a finire?”: sicuramente nel migliore dei modi, le premesse ci sono tutte
Davide Manca
Ieri sera i Radiohead hanno tenuto il primo concerto dopo l’incidente di Toronto, in cui ha perso la vita Scott Johnson. La scaletta ha riservato molte sorprese, a partire da Lucky (da OK Computer) e Treefingers (da Kid A) per arrivare a Reckoner, dedicata dalla band a Scott Johnson.
Questa la scaletta del concerto:
Lucky
Bloom
Morning Mr. Magpie
15 Step
There There
Staircase
The Gloaming
Separator
I Might Be Wrong
Pyramid Song
Nude
Identikit
Lotus Flower
Feral
Little by Little
Paranoid Android
Encore:
Treefingers
(Live debut)
Give Up the Ghost
Videotape
Weird Fishes/Arpeggi
Ful Stop
Everything In Its Right Place
(After The Gold Rush intro)
Idioteque
Encore 2:
Reckoner
(dedicated to Scott Johnson)
Toylet
Ecco finalmente l’ufficialità delle nuove date italiane del tuor dei Radiohead.
Dopo aver annunciato lo slittamento del loro tour italiano in seguito all’incidente accaduto a Toronto nel quale ha perso la vita il tecnico della batteria Scott Johnson, i Radiohead sul loro sito ufficiale hanno pubblicato le nuove date.
Sabato 22 – Roma – Ippodromo delle Capannelle – Rock in Roma
Domenica 23 – Firenze – Parco Delle Cascine
Martedì 25 – Bologna – Arena Parco Nord
Mercoledì 26 – Codroipo (Udine) – Villa Manin
Ovviamente tutti i biglietti già acquistati sono rimborsabili a partire dalle ore 12:00 di venerdì 29 Giugno, entro e non oltre martedì 31 Luglio. Le richieste di rimborso pervenute dopo questa data non verranno accettate.
Un’ultima considerazione sentiamo di farla: Ma il 26 settembre a Udine è possibile fare un concerto all’aperto? Non sarebbe meglio cambiare venue vista la nuvoletta fantozziana che aleggia sui Radiohead negli ultimi tempi?
Stefano Di Mario
I concerti dei Radiohead previsti in Italia (3o giugno Roma Ippodromo Capannelle, 1 luglio Firenze Parco delle Cascine, 3 luglio Bologna Piazza Maggiore, 4 luglio Codroipo Udine Villa Manin) potrebbero saltare, oppure essere rinviati.
Infatti, dopo l’incidente di Toronto, nel quale un tecnico della band ha perso la vita, e la successiva indagine, si è pensato di rinviare le date a settembre.
Questo il comunicato ufficiale dei Radiohead con il quale hanno comunicato il rinvio delle date italiane:
Hello everyone,
As you will probably have heard the roof over the stage collapsed at our show in Toronto killing crew member Scott Johnson and injuring three other crew members. The collapse also destroyed the light show – this show was unique and will take many weeks to replace. The collapse also caused serious damage to our backline, some elements of which are decades old and therefore hard to replace.
Whilst we all are dealing with the grief and shock ensuing from this terrible accident there are also many practical considerations to deal with & consequently we have to try and reschedule the following shows:
June
30 Roma Hippodrome Capanelle
July
1 Firenze Parco delle Cascine
3 Bologna Arena Parco Nord
4 Codroipo Villa Manin
6 Berlin Wuhlheide
7 Berlin Wuhlheide
9 St Triphon Carriere des Andonces
We aim to announce the new dates for these shows on Wednesday 27th of June and will also supply information on how to obtain refunds on tickets if you cannot come to the show on the new date.
We are expecting to be able to start playing live again at Les Arenes Nimes and intend to play the Bilbao BBK festival and Lisbon Optimus Alive festival.
We will make every effort to offer the fans the very best show possible under the circumstances – thanks for your understanding and support.
———–
Ciao a tutti,
Come probabilmente avrete saputo il tetto del palco ha ceduto prima del nostro concerto di Toronto, causando la morte di Scott Johnson, un membro della nostra crew, e il ferimento di altre tre persone della crew. Il cedimento ha distrutto anche l’ impianto luci, progettato e costruito unicamente per il nostro spettacolo e ci vorranno settimane per poterlo sostituire. Inoltre ha anche provocato danni ingenti alla nostra strumentazione, di cui fanno parte pezzi risalenti ad alcune decine di anni fa che saranno difficili da rimpiazzare.
Mentre stiamo affrontando il dolore e lo shock che derivano da questo tragico incidente, ci sono molti aspetti pratici da risolvere e pertanto stiamo facendo tutto il possibile per cercare di riprogrammare i seguenti concerti:
Giugno:
30 Roma Ippodromo delle Capannelle
Luglio:
1 Firenze Parco delle Cascine
3 Bologna Arena Parco Nord
4 Codroipo Villa Manin
6 Berlino Wuhlheide
7 Berlino Wuhlheide
9 St . Triphon Carriere des Andonces
Il nostro obiettivo è di annunciare le nuove date per questi show mercoledì 27 giugno. In quell’occasione forniremo anche tutte le informazioni su come ottenere eventuali rimborsi dei biglietti in caso non vi fosse più possibile assistere ai concerti nelle nuove date.
Pensiamo invece di essere in grado di ricominciare a suonare dal vivo in tempo per gli show di Nimes ( Les Arenes , 10 e 11 luglio) e suoneremo al Bilbao BBK festival (13 luglio) e al Lisbon Optimus Alive festival (15 luglio).
Date le circostanze, faremo di tutto per offrire ai nostri fan il miglior show possibile.
Grazie per la vostra comprensione e il sostegno dimostrato.
Potente e incisivo, oscuro ed eclettico. Quattro aggettivi che definiscono Olden (Daruma Records, 7 maggio 2012) disco d’esordio di Davide Sellari, in arte Olden. Con arrangiamenti pregiati riesce a regalare un folk-rock straordinario dominato da un sound fresco, profondo tra linee acustiche e vocali che ricordano molto Nick Drake o The Stranglers, intessute con violini e archi nei punti giusti e squarciate da melodie distorte degne dei migliori Radiohead, Who o Pulp. Ma la totalità di questi nomi non riesce a definire la personalità che trabocca dai suoi testi, gridati rudemente o brillantemente sussurrati, in cui tematiche del ricordo, della vita e di un romanticismo mai smielato si fanno sempre più raffinate e poetiche traccia dopo traccia. Un album che fa dell’eleganza e della semplicità il suo punto di forza, senza nessuna ricaduta in banalità o ripetizioni del genere: questo succede quando un cantautore diventa una promessa e non rimane uno steretipo.
Davide Manca
I Radiohead sono sempre più prolifici quest’anno e durante il loro ultimo concerto a Cincinnati hanno suonato una nuova canzone Full Stop.
Dopo aver rilasciato precedentemante Identikit e Cut A Hole, ecco la registrazione rubata durante il soundcheck di Full Stop:
Vi ricordiamo che i Radiohead saranno in Italia quest’estate per 4 date: 30 giugno a Roma, 1° luglio a Firenze, 3 luglio a Bologna, 4 luglio a Codroipo (Udine).
Se anche voi come Pitchfork, ascoltando Kid A e Ok Computer dei Radiohead, avete pensato «suona come la colonna sonora i grandi giochi 8 bit firmati Atari e Nintendo», su YouTube un utente vi è venuto incontro.
Come?
Armato di passione e istinto vintage, con questi due video in cui sono rivisti entrambi i dischi, completi:
Toylet
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