È uscito il 18 maggio il nuovo album dei Sakee Sed. Il duo bergamasco, che ha offerto folk da saloon in acido con l’esordio Alle basi della roncola (2010, autoprodotto) e bagordi elettrificati con l’ep Bacco (2011, autoprodotto), ora si ripropone con una nuova formazione e un lavoro più curato e maturo.
Finalmente forte di una produzione consistente, A piedi nubi (2012, Appropolipo) sfiora soltanto il folk casalingo dei lavori precedenti, virando invece verso un rock ubriaco di psichedelia che fa l’occhiolino al progressive. Non c’è solo ottima tecnica per Ghezzi, Perucchini e compari, ma una miscela lisergica di sarcasmo, allucinazioni e rabbia, senza tralasciare una vena di malinconia da sbronza triste. Ecco allora balene che bevono petrolio, diavoli danzanti, molecole unite da formule magiche, bruchi-lupi festaioli, esplosioni metaforiche e non.
Dieci tracce per un trip onirico attraverso la quotidianità e la presa di coscienza; i Sakee Sed marciano con piedi nuvolosi, ma conoscono bene la strada.
Lorenzo Badia
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