Paola Barbato è pronta per Davvero. Intervista all’unica donna di Dylan Dog
Paola Barbato, unica sceneggiatrice femminile di Dylan Dog, scrittrice (tre i romanzi thriller per Einaudi: Bilico, Mani nude – premio Scerbanenco e Il filo rosso) ha sorpreso ancora. Il 7 novembre è uscito Davvero, una storia a puntate, online e gratuita, che racconta la quotidianità di una diciannovenne comune, Martina, nella sua “banale eccezionalità”.
Abbiamo incontrato Paola per parlare di Davvero, di cosa sia successo nella notte buia e tempestosa – tra il 28 e il 29 luglio 2011 – in cui ha pensato a Martina, le difficoltà che ha incontrato, di chi diceva che non avrebbe funzionato, che non si poteva fare, e, soprattutto, la soddisfazione di aver portato a termine un progetto rivoluzionario.
Per adesso è un esperimento, un progetto, un’ambizione. È il tentativo di fare una cosa che nessuno sembra voler fare, ovvero creare una serie di stampo “romantico” (termine improprio), che invece di parlare di cose eccezionali parli di cose normali nella loro eccezionalità. Il quotidiano di una ragazza con tutte le meravigliose storie che può contenere, anche senza poteri soprannaturali, missioni per salvare il mondo e straordinarie doti fisiche e mentali.
Davvero uscirà il 7 novembre e hai deciso di pubblicarlo online, gratuito: perché questa scelta e quali canali utilizzerai per lanciarlo?
Non intendo lanciarlo. Non voglio fare una campagna vera e propria, una promozione. Ci sono persone (come voi) che mi offrono degli spazi per parlarne o per mostrare qualcosa, ma mi limito a questo. A Lucca io e un meraviglioso gruppo di lettori (questo è un punto che mi sta a cuore: spesso gli autori vogliono mantenere le distanze con i lettori, e io non capisco perché. Alla gente piace essere coinvolta e partecipare, soprattutto se in qualcosa destinato proprio a loro) abbiamo distribuito circa 3500 post-it che dicevano solo dove e quando si poteva leggere Davvero. A me importa sapere se qualcuno è interessato a leggerlo, se questo tema interessa oppure no. E il web era il mezzo principe, immediato, per avere questa risposta.
Ho letto che è un progetto che nasce dal tuo “irrefrenabile desiderio di scrivere uno shojo manga ambientato in Italia”. Perché proprio lo shojo manga e perché in Italia?
Ormai uso la definizione shojomanga perché è quella che più si avvicina a ciò che mi interessa. Traspare anche nei miei altri lavori, nei romanzi, il mio amore per il quotidiano, il conosciuto. Credo che la vita concreta, riconoscibile, in cui ci si ritrovi, sia immensamente interessante e ricca di cose da raccontare. Il successo di questo genere di fumetti giapponesi si basa proprio su piccole storie di tutti i giorni, che ruotano intorno ai sentimenti base: l’amore, l’amicizia, il dubbio, la rabbia, le aspettative… In Italia: perché no? C’è più fascino nel vedere uno studente in un’università giapponese che studia materie a noi sconosciute piuttosto che uno al Politecnico di Milano? Riso e bacchette sono meglio di pasta e forchetta? In nome di cosa? I ragazzi italiani non sono altrettanto interessanti di quelli giapponesi, americani, francesi? Io direi di sì.
Quali sono i tuoi anime e manga – destinati ad un pubblico femminile – preferiti?
Ne ho letti molti, da Orange Road a Monster, ho adorato Totoro e Conan, ma in cima a tutti resta il maledetto incompiuto Il grande sogno di Maya.
Cos’è successo nella notte buia e tempestosa, tra il 28 e il 29 luglio 2011?
Parlavo con Mauro, era la millesima volta che ci dicevamo quanto ci sembrasse sbagliato lasciare un bacino di lettori così grande come i lettori di shojomanga senza un prodotto italiano almeno da provare a leggere. Molti hanno apprezzato l’aspetto romantico del quotidiano di Gea o di Julia, e naturalmente di Dylan Dog, ma si devono accontentare delle briciole. E così, innervosita all’idea che molti editori mi avessero già detto che loro non avrebbero appoggiato un progetto simile perché “non funzionava” e “non aveva mercato” ho detto: cacchio, lo faccio io! Da sola! E così è stato.
Che personaggio è Martina? Il nome è sempre complesso da scegliere: perché ‘Martina’? A chi o cosa ti sei ispirata per crearla?
A una ragazza che conosco, che ha 19 anni ed è simile alla mia protagonista. E’ una tipologia di ragazza che ho incontrato e ricordo bene. Figlie di buona famiglia abbiente che dà loro un sacco di cose ma pochi stimoli, annoiate, stanche, stufe, che si vestono tutte uguali, si pettinano tutte uguali, vanno all’università perché così vuole la famiglia… Le riconosci nei gruppetti, sono sempre impeccabili e sempre imbronciate. E’ un peccato, molte di loro, messe in condizione di DESIDERARE qualcosa sboccerebbero in tutti i sensi.
Quali somiglianze e differenze ‘caratteriali’ (se ne ha) avrà rispetto alle figure femminili di Dylan? C’è uno degli ‘amori’ di Dylan in Martina?
Assolutamente no. E’ un altro universo.
Quanto spazio c’è oggi in Italia per i progetti ambiziosi e idealisti?
Io ne ho trovato pochino. E infatti il mio spazio me lo sono costruito da me.
Quando scrivi, ascolti qualcosa? Com’è il tuo momento creativo?
Un tempo questa domanda poteva avere senso, ora, con una famiglia e due bimbe piccole, è già tanto che riesca a scrivere. Scrivo di notte, dalle 22 alle 3-4. Solo quando scrivo romanzi vado in uno stato di concentrazione profonda e capita che ascolti ossessivamente in loop una singola canzone, non importa quale. Per il resto ora sto rispondendo a questa intervista dopo aver fatto il bagnetto a entrambe le bimbe ed essere entrata in orario tv (siamo un po’ rigidi su questo) in attesa della pizza.
Qual è la tua storia preferita di Dylan?
Difficile. Molte. Goblin, La strada per Babenco, Sette anime dannate, L’altro. Tra le mie resto legata a Lo specchio dell’anima.
Le tue 5 canzoni (film/dischi/libri) preferiti?
Sono onnivora. Quindi dico a caso quelle che mi vengono in mente. Back To Black, The Way I Am e anche Love The Way You Lie, Secretly, Mentre tutto scorre. Film: Il danno, Maurice, Eternal Sunshine Of The Spotless Mind, Strange Days, Red Dragon (Fight Club, Se7en, Pulp Fiction). Dischi non ne ho, vado a canzoni. Uno su tutti Jesus Christ Superstar –l’originale-. Libri: La città e i cani, La lunga marcia, Povera bambina, Un uomo e La compagnia dei celestini (e tutta la saga dei Malaussène di Pennac).
Disegni di: Fabio Detullio, Riccardo Nunziati, Elena Cesana e Roberta Ingranata, Jonathan Fara, Matteo Bussola
Clicca qui per leggere la prima puntata di Davvero.
Marcello Marabotti





